Giovedì
4 febbraio, noi di quinta, siamo andati a vedere un’opera con musica dal vivo, suonata da giovani
orchestrali, presso il Teatro Lorenzo Da
Ponte.
Siamo
partiti e dopo neanche dieci minuti eravamo già arrivati; non è stato molto
faticoso e per fortuna non pioveva!
Appena
entrati sono rimasto accecato, perché i muri erano tutti bianchi, la cassa era
tutta bianca, insomma tutto di un bianco che rifletteva la luce.
Siamo
subito entrati in un corridoio che mi ricordava quello di certi cinema … con il
soffitto rosso e il tappeto nero steso per terra.
Noi
eravamo proprio in prima fila, con davanti una specie di “buca” dove sedeva
l’orchestra, si riconoscevano: l’arpa, il fagotto, la tromba, il clarinetto e
le percussioni.
Sul
palco c’era un trono bianco e si vedeva solo quello a causa del buio.
Quasi
subito è entrato un presentatore che ci ha riassunto la storia e ci ha fatto provare
un ritornello che noi del pubblico avremo dovuto cantare durante l’opera
musicale : “C’era una volta un vestito di
niente…fatto di niente…”.
La
storia narrava di un imperatore che, appena svegliato, non sapeva quale vestito
scegliere; allora entrarono in scena due sarti coreani che cucirono un vestito
fatto … di niente che solo gli uomini intelligenti potevano vedere. A lavoro
ultimato, il Re dovette fare finta di vedere il vestito altrimenti sarebbe
sembrato stupido, così lui e l’Imperatrice sfilarono nudi. Un bambino però,
dicendo la realtà dei fatti esclamò: <<Ma non vedete che le Maestà non
hanno addosso niente?!>>.
L’imperatore,
sentendosi offeso e deriso, voleva uccidere il bimbo, ma fortunatamente egli fu
salvato dal giullare di corte.
I
personaggi erano vestiti in modo sfarzoso, mi sono piaciuti i vestiti
dell’Imperatore, del ciambellano e del giullare, che per me era più simpatico, perché faceva cose buffe, come mangiare i lecca-lecca mentre l’Imperatore dava ordini.
In particolare mi è piaciuta la scena iniziale, in cui il giullare inciampava su dei mandarini.
Insomma è stato molto bello e divertente, anche se a volte un po’ noioso; comunque resta il fatto che è un’opportunità che non capita tutti i giorni e per me l’esperienza è stata unica ed indimenticabile.
TOMMASO
